Manca sempre la testa, sto perdendo le speranze di ritrovarla.
Strani giorni stanno scorrendo via.
Lavoro, lavoro, lavoro … freneticamente.
Sono sempre in giro, sempre facce diverse davanti, lamentele da ascoltare, problemi da risolvere, soluzioni da proporre, bacchetta magica sempre pronta in tasca …
Sono stanca, ma tutta questa frenesia mi impedisce di pensare durante il giorno.
Poi però tocca andare a dormire, e a quel punto la mia testa torna al suo posto: proprio quando vorrei dimenticarla, proprio quando avrei bisogno di un po’ di tranquillità … e quanto si dà da fare, accidenti a lei!
Non voglio ascoltarla, non voglio pensare, non voglio ricordare, non voglio niente!
Vorrei solo silenzio e invece lei fa un rumore insopportabile!
A volte mi viene voglia di andarmene qualche giorno a meditare in un monastero … però l’idea di tutto quel silenzio intorno mi spaventa, mi mette l’ansia: il silenzio lo vorrei dentro di me.
O forse vorrei solo un po’ di pace: con mio figlio, con il mio cuore … con il mio stomaco.
Dicono che ognuno di noi ha il suo Angelo Custode … mi sa che il mio si è licenziato ...
C’era “lui”, ovviamente, che dormiva pacioso e tranquillo.
E c’era un fantasma che ero io … ma non lo ero perché vedevo tutto come fossi una terza presenza.
Questo fantasma voleva uccidere “lui”, e me lo diceva in modo molto ragionevole.
E mi spiegava che si sarebbe sbrigato, non avrebbe fatto troppo casino.
E io facevo di tutto per impedirgli di ucciderlo, di fargli del male.
Mi mettevo tra il fantasma e “lui”, cercavo anche di svegliarlo per farlo scappare, ma niente: continuava a dormire anche se lo vedevo muoversi sotto il lenzuolo.
E nel frattempo cercavo il modo di “uccidere” il fantasma (ossia me stessa) … che poi, come caspita si fa ad uccidere un fantasma??
Ma tutto senza concitazione, con calma, senza urla o terrore … ansia si, quella tanta.
Mi ci sono svegliata, alle 03:30 … il sonno non è più tornato e l'ansia ancora non è passata del tutto.
Nella settimana di san Valentino, Ariete, ti invito a fare sesso sfrenato più che puoi. Il cosmo intero sarà al tuo fianco mentre ti scatenerai in meraviglie erotiche così prodigiose da sconvolgere il tuo modo di pensare. Per ottenere il massimo, adotta l'atteggiamento descritto dal filosofo Voltaire in una lettera alla compagna Marie Louise Denis: "I piaceri sensuali passano e svaniscono, ma l'amicizia tra noi, la reciproca confidenza, le delizie del cuore, l'incantesimo dell'anima, tutte queste cose non muoiono, non possono essere distrutte".
Io con il collega che si occuperà dello sviluppo della procedura, e 4 tra responsabili e programmatori del cliente.
Era una riunione che mi metteva un po’ di ansia, non tanto perché avevo carta bianca sulle decisioni e sulle concessioni da fare al cliente, quanto perché il mio interlocutore principale ha una forte somiglianza con una “certa persona”.
Alla prima riunione, quando me lo sono trovato davanti, mi sono bloccata sulla porta: ho avuto la tentazione di fare un rapido dietrofront e andarmene via … poi mi sono costretta ad avanzare verso la sedia e sono rimasta buona e tranquilla … e sono stata ignorata.
Alla seconda riunione sapevo cosa aspettarmi e ho dato il mio contributo, un buon contributo, decisamente utile e produttivo … e sono stata apprezzata.
Oggi, terza riunione.
Ho fatto il bello ed il cattivo tempo, ho concesso con molta parsimonia, ho bloccato proteste sul nascere, ho sciolto e imbrigliato il collega (alla prima riunione con persone esterne) al momento giusto, ho gestito parte commerciale e parte tecnica in modo equilibrato … e 5 uomini hanno capito chi gestiva la riunione.
Al termine dell’incontro il collega ed io siamo stati definiti “il poliziotto buono e il poliziotto cattivo” … Indovinate chi è quello cattivo????
Al rientro in ufficio sono andata a relazionare il district manager, che ha in carico il cliente, e il capo progetto.
E ho ricevuto approvazione e complimenti e l’offerta (che ho declinato sennò altro che gastrite) di gestire ulteriori clienti …
Beh, nel mondo prettamente maschile in cui mi muovo, tutto questo mi mette un certo buon umore ….
fu subito moda, era una bella canzone, orecchiabile e delicata.
Ma eravamo ragazzini, non capivamo davvero cosa volesse comunicare.
Nel corso degli anni, ogni tanto (troppo poco a dir la verità), si faceva risentire.
Ieri sera mi è capitato di sentirla in tv.
E ho ascoltato con attenzione le parole, cantate con la voce un po’ roca e assonnata di Luca Carboni (che, tra l’altro, mi piace parecchio).
Un omaggio a Pierangelo Bertoli, un artista sensibile e lungimirante, un omaggio alle sue parole, attuali come non mai.
Lui non c’è più, ma il suo messaggio rimane, portato dal quel vento che, nonostante tutto, soffia ancora.
l'acqua si riempie di schiuma, il cielo di fumi
la chimica lebbra distrugge la vita nei fiumi
uccelli che volano a stento, malati di morte
il freddo interesse alla vita ha sbarrato le porte,
Un'isola intera ha trovato nel mare una tomba,
il falso progresso ha voluto provare una bomba,
poi pioggia che toglie la sete alla terra che è viva
invece le porta la morte perchè è radioattiva
Eppure il vento soffia ancora,
spruzza l'acqua alle navi sulla prora
e sussurra canzoni tra le foglie
bacia i fiori, li bacia e non li coglie.
Un giorno il denaro ha scoperto la guerra mondiale,
ha dato il suo putrido segno all'istinto bestiale
ha ucciso, bruciato, distrutto in un triste rosario
e tutta la terra si è avvolta di un nero sudario.
E presto la chiave nascosta di nuovi segreti
così copriranno di fango persino i pianeti,
vorranno inquinare le stelle la guerra tra i soli
i crimini contro la vita li chiamano errori
Eppure il vento soffia ancora,
spruzza l'acqua alle navi sulla prora,
e sussurra canzoni tra le foglie
bacia i fiori, li bacia e non li coglie
eppure sfiora le campagne
accarezza sui fianchi le montagne,
e scompiglia le donne fra i capelli
corre a gara in volo con gli uccelli.